1929
Nato a Milano
Der Künstler
Collezione Privata
"L’arte di riconoscere l’inatteso"
A partire dagli anni Settanta, Amleto dalla Costa orienta progressivamente la propria ricerca verso la pittura e la produzione artistica indipendente, inaugurando nel 1976 la galleria Brera 3 a Milano, spazio destinato a diventare fulcro della sua attività creativa e della sua incessante ricerca espressiva. Nel corso della sua carriera espone le proprie opere in oltre 250 gallerie e sedi espositive internazionali, attraversando Europa, Stati Uniti e Asia, raggiungendo contesti di rilevanza culturale e importanti collezioni private. Plasmata nell’arco di oltre vent’anni di ricerca ininterrotta, questa collezione costituisce uno dei nuclei più significativi, intimi e profondamente personali della produzione artistica di Amleto dalla Costa. Composta esclusivamente da opere uniche e non replicabili, essa restituisce una riflessione artistica maturata nel tempo, in cui l’atto del vedere si trasforma in linguaggio e la realtà ordinaria diviene materia di una continua indagine poetica. Nata da una pratica quotidiana di osservazione, intuizione e contemplazione, la collezione prende forma attraverso una costante attenzione verso ciò che normalmente sfugge allo sguardo. Il progetto viene inizialmente realizzato con una Canon 5D Mark II, equipaggiata con obiettivo fisso 35mm f/1.4, per poi evolversi attraverso l’utilizzo di fotocamere Sony — una RX1 R Full Frame e una RX100 Mark III — strumenti scelti per la loro discrezione, immediatezza e capacità di accompagnare lo sguardo dell’artista nella costante ricerca dell’inatteso. Fino agli ultimi giorni della sua vita, l’autore ha custodito una rara disciplina creativa, lavorando incessantemente con la medesima curiosità e intensità che hanno attraversato tutta la sua esistenza artistica. Lo spazio urbano, le superfici segnate dal tempo, i riflessi, le tracce accidentali della materia e le trasformazioni generate dagli eventi naturali diventano, nel suo sguardo, elementi di una narrazione aperta e profondamente evocativa, sospesa tra memoria, immaginazione e astrazione. Concepite nella loro autenticità originaria e prive di qualsiasi manipolazione digitale, le immagini emergono come apparizioni visive di sorprendente intensità poetica, invitando l’osservatore a un dialogo intimo con l’opera. Ogni composizione resta volutamente aperta — incompiuta nel senso più alto del termine — lasciando che sia l’occhio della mente a completarla attraverso esperienza, sensibilità ed emotività. In questo corpus artistico convergono le molteplici anime creative di Amleto dalla Costa — il pittore, il fotografo, il designer, il pubblicitario e lo scultore — restituendo il ritratto di un autore che ha attraversato epoche e una molteplicità di linguaggi espressivi senza mai interrompere il proprio dialogo con il mondo. I suoi capolavori rappresentano la sintesi poetica di una vita interamente consacrata all’arte: un’eredità culturale e visiva che continua a testimoniare la straordinaria capacità di scorgere l’inatteso nelle trame del quotidiano e trasmutarlo in una bellezza poetica sospesa tra memoria, immaginazione e tempo.
oltre 70 anni
creazioni artistiche
esposizione piu 20 paesi
Europa, Stati Uniti, Asia
Collezione privata
Collezione internazionale
PARTECIPAZIONE
CERTIFICAZIONE
Der Künstler
Maler, Bildhauer, Designer, Schöpfer von Werbekampagnen, Digitaldesigner und Webgestalter widmete Amleto Dalla Costa sein ganzes Leben der Kunst, der visuellen Forschung und dem kreativen Experiment.
Zeichnen war für ihn stets eine natürliche, fast instinktive Geste — ein Geschenk, das sich früh zeigte. Aufgewachsen in einer Familie, die tief mit künstlerischem Ausdruck verbunden war — mit einer malenden Mutter und einem Vater mit bemerkenswerten Zeichenfähigkeiten — entwickelte er früh die außergewöhnliche Fähigkeit, Beobachtetes aus dem Gedächtnis nachzuzeichnen und die Alltagswelt in visuelle Vorstellung zu verwandeln. Züge, Tiere, Architektur und menschliche Figuren wurden zu Motiven der Beobachtung, des Gedächtnisses und der künstlerischen Neuinterpretation.
Schon als Kind vertiefte er seine Neugier auf künstlerische Techniken und experimentierte mit Kohle, Graphit, Pantone-Farben, Acryl, Öl, Siebdruck und Skulptur — eine fortlaufende Erkundung, die schließlich seine künstlerische Sprache prägte.
Mit sechzehn Jahren wurde er vom ARS-Filmstudio von Nino Pagot engagiert und arbeitete in einem Team von über 120 jungen Illustratoren für Animationsfilme.
Später setzte er seinen Weg bei Fabbriche Riunite NEON fort, wo die ikonischen Leuchtreklamen der Epoche entstanden; dort schärfte er sein Gespür für das Verhältnis von Licht, Form und visueller Kommunikation.
Mit der Eröffnung seines ersten Design- und Fotostudios ARDACO arbeitete er mit Giorgio Armani zusammen und baute eine internationale Karriere als Künstler, Designer und Schöpfer von Werbekampagnen auf.
Im Laufe seines künstlerischen Lebens zeigte er in über 250 Einzelausstellungen und Ausstellungen weltweit und gründete in Mailand-Brera ein persönliches Museum für seine Siebdruckarbeiten, das zu einem Bezugspunkt seiner ästhetischen Forschung wurde.
Seit er vor zwei Jahren die Schwelle der Ewigkeit überschritt, hinterlässt der Künstler ein intensives und zutiefst persönliches Erbe.
Nach einem Leben in Werbung, Design, Malerei, Siebdruck und Skulptur spürte Amleto Dalla Costa das Bedürfnis, das tiefste Wesen seines Schaffens zu suchen und jede konventionelle Logik der Realität mit der Komplizenschaft einer Digitalkamera zu unterlaufen.
Er durchstreifte die Straßen Mailands und entdeckte ein unsichtbares Universum zu unseren Füßen:
eine in einer Pfütze aufgelöste Zeitungsseite, eine von einem Roller plattgedrückte Plastiktüte, ein rostiger Kanaldeckel, ein mit Treibstoff getränkter Stoffrest. Materialien, verwandelt durch Zeit, Zufall und Ereignisse — ihrer ursprünglichen Identität beraubt und neu geboren als irrationale Botschaften, kreative Bilder in ständiger Verwandlung.
Der Künstler beobachtete sie, fand sie und bewahrte sie im Gedächtnis seiner Kamera, um sie später auf Leinwand in ihrer originalen, unwiederholbaren Form zu drucken — frei von jeder digitalen Manipulation.
Diese Sammlung mit dem Titel „Das Auge des Geistes“ war das wichtigste und persönlichste Projekt seines Lebens.
Abseits früherer Siebdruckarbeiten und der Produktion, die ihm internationale Anerkennung gebracht hatte, markierte sie eine intimere, symbolischere und introspektivere Wendung. Fast zwanzig Jahre widmete er ihr, verfeinerte sie bis in die letzten Lebensjahre und wünschte sich zutiefst, dass andere Augen diese authentischen, geheimnisvollen und „für immer unfertigen“ Bilder wahrnehmen mögen.
Für Amleto Dalla Costa war „Das Auge des Geistes“ eine offene Einladung an die Vorstellungskraft — ein Ort, an dem das innere Auge Bilder durch eigene Geschichte, Erinnerung, Emotion und persönliche Sensibilität liest.
Von Anfang an fotografierte er mit einer Canon EOS 5D Mark II und einem 35-mm-f/1,4-Objektiv, später mit Sony RX1R und Sony RX100 III — Werkzeuge, die er überallhin mitnahm wie ein Notizbuch, einen Reisebegleiter, einen stillen „Kollegen“ des Sehens.
Amleto Dalla Costa
1929
Nato a Milano
1935
Studi artistici presso Accademia di Brera, Milano
1964
Prima mostra personale
1975
Mostre internazionali (Europa, Stati Uniti, Asia)
2021
Riconoscimento critico e collezioni private
2000
Creazione della collezione privata Dalla Costa

Amleto dalla Costa (1929–2024) è stato un artista dalla visione straordinariamente poliedrica, capace di attraversare il Novecento e l’inizio del nuovo millennio mediante una ricerca espressiva coerente,raffinata e profondamente personale. Pittore,fotografo,scultore,designer, illustratore e protagonista della comunicazione visiva italiana,ha dedicato l’intera esistenza all’esplorazione della forma,dell’immagine e della materia,sviluppando un linguaggio artistico distintivo, evolutosi nel tempo senza mai perdere autenticità. Nato a Milano e autodidatta per vocazione,Amleto dalla Costa muove i primi passi del proprio percorso creativo in giovanissima età presso la ARS Film di Nino e Toni Pagot,contribuendo agli esordi del cinema d’animazione italiano e partecipando alla realizzazione di I fratelli Dinamite (1950),tra le prime opere animate prodotte in Italia. Successivamente entra nelle Fabbriche Riunite NEON, dove prende parte alla progettazione di alcune delle più iconiche insegne luminose milanesi, contribuendo a definire l’identità visiva della Milano del dopoguerra. Tra le sue realizzazioni più emblematiche figura la storica insegna del celebre Cinema Capitol, simbolo di una città in piena trasformazione culturale e sociale. Nei primi anni Cinquanta fonda, insieme al giovane Giorgio Armani,lo studio ARDACO (ARmani DAlla COsta), dedicato alla fotografia di moda e alla ricerca estetica dell’immagine. La sua carriera si sviluppa successivamente nel mondo della pubblicità e della direzione artistica,firmando campagne per importanti marchi italiani - tra cui Cararabelli,Marazzi e Rivarossi -contribuendo in maniera significativa alla definizione dell’estetica visiva del secondo dopoguerra italiano.

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