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The artist

Amleto dalla Costa

Collezione Privata

"L’arte di riconoscere l’inatteso"

A partire dagli anni Settanta, Amleto dalla Costa orienta progressivamente la propria ricerca verso la pittura e la produzione artistica indipendente, inaugurando nel 1976 la galleria Brera 3 a Milano, spazio destinato a diventare fulcro della sua attività creativa e della sua incessante ricerca espressiva. Nel corso della sua carriera espone le proprie opere in oltre 250 gallerie e sedi espositive internazionali, attraversando Europa, Stati Uniti e Asia, raggiungendo contesti di rilevanza culturale e importanti collezioni private. Plasmata nell’arco di oltre vent’anni di ricerca ininterrotta, questa collezione costituisce uno dei nuclei più significativi, intimi e profondamente personali della produzione artistica di Amleto dalla Costa. Composta esclusivamente da opere uniche e non replicabili, essa restituisce una riflessione artistica maturata nel tempo, in cui l’atto del vedere si trasforma in linguaggio e la realtà ordinaria diviene materia di una continua indagine poetica. Nata da una pratica quotidiana di osservazione, intuizione e contemplazione, la collezione prende forma attraverso una costante attenzione verso ciò che normalmente sfugge allo sguardo. Il progetto viene inizialmente realizzato con una Canon 5D Mark II, equipaggiata con obiettivo fisso 35mm f/1.4, per poi evolversi attraverso l’utilizzo di fotocamere Sony — una RX1 R Full Frame e una RX100 Mark III — strumenti scelti per la loro discrezione, immediatezza e capacità di accompagnare lo sguardo dell’artista nella costante ricerca dell’inatteso. Fino agli ultimi giorni della sua vita, l’autore ha custodito una rara disciplina creativa, lavorando incessantemente con la medesima curiosità e intensità che hanno attraversato tutta la sua esistenza artistica. Lo spazio urbano, le superfici segnate dal tempo, i riflessi, le tracce accidentali della materia e le trasformazioni generate dagli eventi naturali diventano, nel suo sguardo, elementi di una narrazione aperta e profondamente evocativa, sospesa tra memoria, immaginazione e astrazione. Concepite nella loro autenticità originaria e prive di qualsiasi manipolazione digitale, le immagini emergono come apparizioni visive di sorprendente intensità poetica, invitando l’osservatore a un dialogo intimo con l’opera. Ogni composizione resta volutamente aperta — incompiuta nel senso più alto del termine — lasciando che sia l’occhio della mente a completarla attraverso esperienza, sensibilità ed emotività. In questo corpus artistico convergono le molteplici anime creative di Amleto dalla Costa — il pittore, il fotografo, il designer, il pubblicitario e lo scultore — restituendo il ritratto di un autore che ha attraversato epoche e una molteplicità di linguaggi espressivi senza mai interrompere il proprio dialogo con il mondo. I suoi capolavori rappresentano la sintesi poetica di una vita interamente consacrata all’arte: un’eredità culturale e visiva che continua a testimoniare la straordinaria capacità di scorgere l’inatteso nelle trame del quotidiano e trasmutarlo in una bellezza poetica sospesa tra memoria, immaginazione e tempo.

  • oltre 70 anni

    creazioni artistiche

  • esposizione piu 20 paesi

    Europa, Stati Uniti, Asia

  • Collezione privata

    Collezione internazionale

  • PARTECIPAZIONE

    CERTIFICAZIONE

BIOGRAFIA

The Artist

Painter, sculptor, designer, advertising campaign creator, digital designer, and web creator, Amleto Dalla Costa devoted his entire life to art, visual research, and creative experimentation.

Drawing was always for him a natural, almost instinctive gesture — a gift discovered in early childhood. Raised in a family deeply connected to artistic expression, with a mother who painted and a father gifted with remarkable drawing skills, he developed from an early age an extraordinary ability to reproduce from memory what he observed, transforming the everyday world into visual imagination. Trains, animals, architecture, and human figures all became subjects of observation, memory, and artistic reinterpretation.

From a young age, he nurtured a deep curiosity for artistic techniques, experimenting with charcoal, graphite, Pantone colors, acrylic paints, oil painting, silkscreen printing, and sculpture, in an ongoing exploration that would ultimately shape his artistic language.

At just sixteen years old, he was recruited by the ARS Film studio of Nino Pagot, joining a team of over 120 young illustrators dedicated to the production of animated films.

He later continued his professional path at Fabbriche Riunite NEON, where the iconic illuminated signs that shaped the urban landscape of the era were designed and produced, developing a particular sensitivity toward the relationship between light, form, and visual communication.

With the opening of his first design and photography studio, ARDACO, he collaborated with Giorgio Armani and built an international career as an artist, designer, and creator of advertising campaigns.

Throughout his artistic life, he exhibited in over 250 solo exhibitions and art shows worldwide, and founded a personal museum dedicated to his silkscreen works in Brera, Milan, which became a reference point for his long-standing aesthetic research.

After crossing the threshold of eternity two years ago, the artist leaves behind an intense and deeply personal artistic legacy.

Having devoted his entire life to advertising, design, painting, silkscreen art, and sculpture, Amleto Dalla Costa eventually felt the need to seek the deepest essence of his work, overturning every conventional logic of reality with the complicity of a digital camera.

He began wandering through the streets of his city, Milan, discovering an invisible universe materializing beneath our feet:

a newspaper page dissolved in a puddle, a plastic bag flattened by a scooter, a rusted manhole cover, a fragment of fabric soaked in fuel. Materials transformed by time, natural events, and chance — stripped of their original identity and reborn as irrational messages, creative representations in constant transformation.

The artist observed them, discovered them, and preserved them in the memory of his camera, later printing them onto canvas in their original, unrepeatable form, free from any digital manipulation.

This collection, entitled “The Eye of the Mind”, represented the most important and personal project of his life.

Distinct from his previous silkscreen works and from the artistic production that had brought him international recognition, this body of work marked a more intimate, symbolic, and introspective turning point. He devoted nearly twenty years to its development, continuing to refine it until the final years of his life, with the profound desire that other eyes might perceive these authentic, mysterious, and “forever unfinished” images.

For Amleto Dalla Costa, “The Eye of the Mind” was an open invitation to imagination — a place where the eye of the mind interprets images through one’s own history, memory, emotions, and personal sensitivity.

From the very beginning of the project, he photographed using a Canon EOS 5D Mark II with a 35mm f/1.4 lens, later transitioning to the Sony RX1R and Sony RX100 III — tools he carried with him everywhere, like a notebook, a travel companion, a silent “colleague” of vision.

Amleto Dalla Costa

ARTISTICHE

1929

Nato a Milano

1935

Studi artistici presso Accademia di Brera, Milano

1964

Prima mostra personale

1975

Mostre internazionali (Europa, Stati Uniti, Asia)

2021

Riconoscimento critico e collezioni private

2000

Creazione della collezione privata Dalla Costa

Amleto dalla Costa

LAVORO

TUTTO

L'Artista

Amleto dalla Costa (1929–2024) è stato un artista dalla visione straordinariamente poliedrica, capace di attraversare il Novecento e l’inizio del nuovo millennio mediante una ricerca espressiva coerente,raffinata e profondamente personale. Pittore,fotografo,scultore,designer, illustratore e protagonista della comunicazione visiva italiana,ha dedicato l’intera esistenza all’esplorazione della forma,dell’immagine e della materia,sviluppando un linguaggio artistico distintivo, evolutosi nel tempo senza mai perdere autenticità. Nato a Milano e autodidatta per vocazione,Amleto dalla Costa muove i primi passi del proprio percorso creativo in giovanissima età presso la ARS Film di Nino e Toni Pagot,contribuendo agli esordi del cinema d’animazione italiano e partecipando alla realizzazione di I fratelli Dinamite (1950),tra le prime opere animate prodotte in Italia. Successivamente entra nelle Fabbriche Riunite NEON, dove prende parte alla progettazione di alcune delle più iconiche insegne luminose milanesi, contribuendo a definire l’identità visiva della Milano del dopoguerra. Tra le sue realizzazioni più emblematiche figura la storica insegna del celebre Cinema Capitol, simbolo di una città in piena trasformazione culturale e sociale. Nei primi anni Cinquanta fonda, insieme al giovane Giorgio Armani,lo studio ARDACO (ARmani DAlla COsta), dedicato alla fotografia di moda e alla ricerca estetica dell’immagine. La sua carriera si sviluppa successivamente nel mondo della pubblicità e della direzione artistica,firmando campagne per importanti marchi italiani - tra cui Cararabelli,Marazzi e Rivarossi -contribuendo in maniera significativa alla definizione dell’estetica visiva del secondo dopoguerra italiano.

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